Antonello Vanni

Padri presenti, figli felici

San Paolo 2011-10-14

                   

A cura di Armando Ermini

 

Se avessi letto questo libro avrei potuto essere un padre migliore…

 Il “grande assente”, questa è l’immagine che, spesso a torto in parte a ragione, offrono i media della figura paterna. E per di più senza curarsi da un lato di analizzare le cause del fenomeno, dall’altro di evidenziare quanto l’assenza del padre sia deleteria e dannosa, per i figli, maschi e femmine, ma anche per la vita familiare e di coppia. Tanto meno gli stessi media pongono l’accento sulla positività per tutti di un padre che sappia fare…. il padre. Al massimo si cantano, in modo interessato, le lodi del mammo, come se questo fosse il nocciolo della questione. Ne risulta una colpevolizzazione assurda dei padri reali, i quali sono spinti ad avere la sensazione che qualsiasi cosa facciano sbagliano, senza peraltro che nessuno dica loro come dovrebbe essere un buon padre. Un buon padre, appunto, non un mammo.  Un tempo, senza per questo voler esaltare il passato che aveva i suoi bravi difetti, il padre sapeva cosa doveva e non doveva fare. Verrebbe da dire per istinto, ma in realtà perché esisteva una trasmissione di generazione in generazione del sapere maschile. Oggi non più, la trasmissione si è interrotta e mentre la società, ma prima ancora i figli,   sentono acutamente la nostalgia del padre, e forse proprio perché lo rivorrebbero intero e integro  alle volte si accaniscono contro di lui anche oltre le sue colpe, questi si interroga su chi è e su cosa dovrebbe fare.

Il libro di Antonello Vanni si pone al centro di questi snodi, e vuole rivalorizzare in positivo il padre, sottolinearne l’importanza irrinunciabile, offrire ai padri eccellenti motivi per essere fieri di se stessi e di ciò che fanno per i figli e  per la famiglia. Troviamo così, nel libro, i padri nella scuola, in famiglia, nel matrimonio ma anche nella sua crisi, nell’accompagnamento dei figli verso l’età adulta, nella loro educazione. Una miniera di informazioni su tutti i problemi che la vita moderna mette davanti al padre e che sono alle volte sottovalutati, ma anche di suggerimenti e consigli pratici. Verrebbe quasi da dire, leggendoli, di banale buon senso. Il fatto è, purtroppo, che il buon senso sembra scomparso o non più percepito come tale, e quindi quei consigli diventano tutt’altro che banali. Diventano invece una guida preziosa all’esperienza della paternità che, sia pure nei problemi e nelle difficoltà connesse alla vita, è  realizzazione piena della maschilità. Guida preziosa anche perché il libro è scritto in stile chiaro e capibile da tutti. Non un termine, non un concetto appaiono astrusi e inafferrabili. E’ scritto da uomo di fede, ma è  rivolto a tutti gli uomini, credenti o meno, che intuiscono  significato e senso e ruolo della paternità. “Padri presenti” è libro che dovrebbe stare sul comodino di tutti i padri, sicuramente dei più giovani ma anche dei meno giovani, dato che, presi dal vortice delle impellenze quotidiane, si tende spesso a dimenticare l’essenziale. Ma dovrebbero leggerlo anche le compagne dei padri. Farne tesoro per afferrare l’importanza della figura paterna che troppo spesso sottovalutano, e vista l’influenza che notoriamente hanno sui compagni, usarla per un fine positivo. E dovrebbero leggerlo anche quei giudici, troppi, che preposti a decidere nell’interesse dei figli, non si rendono conto, appunto, che “Padri presenti, figli felici”. Mi consenta infine, l’autore,  una severa critica personale al suo lavoro. E’ stato scritto con qualche decennio di ritardo...  Avrei potuto essere un padre migliore!

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